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Quanto costa un blindato Lince?

Iveco LMV, Light Multirole Vehicle meglio conosciuto come Lince è un mezzo blindato leggero di nuova generazione prodotto da Iveco Defence Vehicles di Bolzano.

Quanto costa la Smart Elettrica?

La Smart elettrica debutta sul mercato. Dopo la sperimentazione in diverse città italiane, la citycar Mercedes a batterie è ordinabile come tutte le altre varianti.

Quanto costa il Giro del Mondo?

E ‘difficile dare una stima esatta di quanto costa un Giro del Mondo. La domanda importante è: che tipo di viaggio si desidera fare e per quanto tempo?

Quanto costa Segway i2?

E' americano e realizzato con le migliori tecnologie esistenti e colpisce sia tecnicamente, che per la sua semplicita' d'utilizzo.

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Quanto costa una ragazza Top?

Questa è la triste realtà raccontata da uno di voi. Una riflessione misurata sulla condizione di inferiorità maschile e sulle conseguenze economiche da essa derivate.

Quanto costa un lancio in Tandem?

Il metodo più semplice, veloce e sicuro per avvicinarsi al mondo del paracadutismo sportivo è il lancio in tandem, ovvero saltare da 4200 metri saldamente imbragato ad un istruttore senza bisogno di corsi particolari o visite mediche.

Quanto costa una cena con Barack Obama?

Se trovate nella vostra casella mail l’invito “Vieni a cena da me”, mittente: “Barack Obama,” non preoccupatevi, non è un virus.

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Quanto costa una stella?

Una delle idee più originali, e mai fuori moda, è regalare una stella. Grazie alla tecnologia e alla diffusione di internet oggi è molto facile accaparrarsi la stella prescelta.

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domenica 10 marzo 2013

Quanto costa il conclave?

Forse non tutti sanno quanto ci costerà un nuovo conclave.Secondo i patti Lateranensi, i costi dell'elezione del nuovo pontefice sono completamente a carico dello stato italiano ma questo le televisioni non lo dicono.Si stima che tra i costi di organizzazione dell'ordine pubblico ,danni all'indotto economico di Roma e spazi televisivi la cerimonia costerà 8 miliardi di euro, completamente garantiti dallo stato italiano.

finanzaonline.com

venerdì 1 giugno 2012

Quanto costa la parata del 2 Giugno?

Per qualcuno è dispendiosa, anacronistica ed inutile, uno sperpero inutile. Per altri invece è un appuntamento che valorizza lo spirito unitario del Paese e onora le forze armate. Ma quanto costa la parata militare del 2 giugno ai Fori Romani, alla quale parteciperanno tutte le massime autorità dello Stato, da Giorgio Napolitano a Mario Monti? Secondo quanto filtra dal Ministero della Difesa, sarà una sfilata più “snella” degli anni passati. Dovrebbero sfilare 2.584 militari e 738 unità di altre amministrazioni. Inoltre: 10 bande, 93 mezzi e 98 cavalli velivoli che sicuramente, per il sollazzo della casta in passerella, sorvolerà i Fori Romani lasciando scie tricolori. Il costo stimato di questo è di circa 3 milioni di euro, con un risparmio rispetto al 2011, di circa 1,7 milioni di euro.Intanto oggi su Twitter uno degli hashtag piu' diffusi e' #no2giugno. In tanti si chiedono se i soldi per la parata non fosse meglio girarli alle vittime del terremoto in Emilia.

noncipossocredere.com
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lunedì 21 maggio 2012

Quanto costa l'uscita della Grecia dall'euro?

ACROPOLI ADDIO – I giorni della Grecia nell’eurozona sono contati, almeno osservando l’opinione dei più influenti media tedeschi. Der Spiegel e Frankfurter Allgemeine Zeitung si schierano, più o meno apertamente, per la cacciata degli ellenici dalla moneta unica. La fuoriuscita della Grecia sarebbe per il settimanale anseatico l’unica speranza per risolvere la crisi ellenica, ed evitare il dissanguamento della casse pubbliche tedesche per far rimanere nella moneta un paese che non è più in grado di farlo, sempre che lo sia mai stato. Der Spiegel è il più venduto settimanale tedesco, e dopo esser stata la testata principale del giornalismo progressista, si è da tempo riposizionata su schemi liberali. Durante la crisi dell’euro Der Spiegel ha appoggiato la gestione di Angela Merkel, ma ora chiede alla Cancelliera di fare un passo in più: mandare la Grecia fuori dall’euro.
La fuoriuscita dall’euro non sarebbe però indolore, tanto per la Grecia quanto per l’Unione Europea, visto che il paese ellenico rimarrebbe comunque all’interno della Ue. Per Der Spiegel, che cita fonti del ministero delle Finanze tedesco, l’addio alla Grecia, il Grexit come viene soprannominato a Bruxelles, costerebbe 276 miliardi di euro, dei quali 77 sarebbero pagati dalla Germania.
Frankfurter Allegemeine Zeitung è invece da sempre il quotidiano di riferimento della Cdu, il partito di Angela Merkel. Il quotidiano di Francoforte ha pubblicato nella sua edizione domenicale un lungo approfondimento dedicato all’uscita della Grecia dall’euro, palesando i benefici di questa soluzione. “I prestiti comunitari alla Grecia sono un mezzo perché il paese ellenico si aiuti da solo. Se però i patti non saranno rispettati, allora questo principio decadrà. In questo caso anche il finanziamento delle banche greche attraverso l’eurosistema non sarebbe più possibile”. E’ stato questo l’avvertimento di Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank, lanciato ai politici greci che non vogliono rispettare il memorandum concordato con la Troika. Il presidente di uno dei maggiori istituti economici tedeschi, il responsabile dell’Ifo Hans-Werner Sinn, rimarca come la Grecia non sarà in grado di recuperare competitività se rimanesse nell’euro. “La loro crisi non finirà mai se rimarranno nella moneta unica. I prezzi e i salari greci devono cadere ancora del 40% per essere competitivi con quelli turchi, e con l’euro questa svalutazione non potrà accadere ancora per molto, troppo tempo”.

giornalettismo.com

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mercoledì 16 maggio 2012

Quanto costano i privilegi dei politici?

Per gli italiani: l’estensione del ticket per gli esami specialistici ai disoccupati. «Un provvedimento che comporterebbe un aggravio per il bilancio familiare fino a centinaia di euro mensili», ha dichiarato immediatamente Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio nazionale per la salute nelle Regioni italiane. Fornero ha fatto dietrofront, facendo sapere che il ticket resterà gratis, e che il «refuso» sarà cancellato con un emendamento al ddl lavoro. Potremmo discutere sulla professionalità dei tecnici, ma andiamo oltre. Perché una delle espressioni d’ordinanza del governo Monti è spending review. In italiano «revisione della spesa». Cosa verrà tagliato in concreto non è ancora dato sapere, anche se il ministro Passera ha sentenziato che «lo spazio per ridurre costi inutili c’è». E fra questi, perché no, ci sono anche le spese sanitarie per i nostri parlamentari. I quali non hanno nulla a che fare con il Servizio sanitario nazionale (che rischia di veder ridotte le proprie risorse di 17 miliardi di euro nel 2015), visto che provvedono alla loro salute attraverso un’assistenza integrativa (Asi) gestita da un Fondo di solidarietà alimentato con detrazioni mensili dalla busta paga ed estensibile anche ai familiari. Che, nel solo 2010, è costato quasi 10 milioni e 200mila euro. Ma se il fondo è autofinanziato qual è il problema? Che la quota versata ogni trenta giorni è “scalata” dallo stipendio, pagato con i soldi degli italiani.


ilpuntontc
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sabato 12 maggio 2012

Quanto costa lo stoccaggio delle ecoballe?


La Campania ha tante di quelle ecoballe, che mettendole una dietro l’altra si potrebbe costruire un’autostrada di rifiuti che da Napoli arriverebbe fino ad Oslo. È un altro triste record della regione famosa per le emergenze rifiuti. Infatti, è proprio dalla prima emergenza risalente al 2001, che le ecoballe non sono state smaltite e continuano a crescere.
Per smaltire le ecoballe in Campania bisognerebbe realizzare un piano industriale, che al momento è assente. È quanto sottolineato da Gaetano Pecorella, presidente della Commissione di inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo di rifiuti, che ieri ha visitato alcuni siti di stoccaggio presenti sul territorio campano insieme all’onorevole Paolo Russo.
Più che ecoballe sono piramidi di rifiuti dell’altezza di 10–12 metri, coperte da teli neri, che ergono vere e proprie città della spazzatura. Per smaltirle bisognerebbe costruire un apposito impianto, secondo le dichiarazioni di Pecorella, ma nessuna procedura progettuale è stata avviata.
Il costo di stoccaggio delle ecoballe è anche molto alto. La prima ecoballa fu depositata in Campania nel 2001 durante la prima emergenza rifiuti fino ad oggi è costata 40 euro, se oggi i circa 5 milioni e  580 mila che sono state stoccate fino al 2008 dovessero rimanere a terra per lo stesso periodo, ovvero circa 11 anni, il costo ammonterebbe a più di 240 milioni di euro.
I siti di stoccaggio in tutta la regione sono circa una trentina, secondo quanto riportato dall’onorevole Paolo Russo, membro della commissione parlamentare di inchiesta connessi al ciclo dei rifiuti, che ha effettuato i sopralluoghi insieme a Gaetano Pecorella. Russo ha dichiarato dopo i sopralluoghi che se si riuscisse a smaltirle tutte, si formerebbe una fila di tir lunga da Napoli fino a Oslo.

vesuvius.it


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venerdì 11 maggio 2012

Quanto costa la visita del Papa?

Benedetto XVI si recherà in terra toscana: la “visita pastorale” coinvolgerà la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e la città di Arezzo.
Costo stimato 500 mila euro, di cui 90 mila dal Comune di Arezzo e 120 mila dalla Regione Toscana. Il resto lo pagheranno Governo, Provincia di Arezzo e Comuni interessati. Cioè tutti noi.
Un giardino pubblico, il Parco del Prato, appena risanato dall’amministrazione, sarà sventrato per fare spazio al solito maxipalco. Confermato l’abituale scenario di una città in stato d’assedio, comprese le strutture ospedaliere, allertate per le possibili emergenze.
Per finire, un fermaglio per la cappa del papa, gentile cadeau del Comune aretino: in oro massiccio con al centro un bel rubino rosso.
Ma, afferma l’arcivescovo di Arezzo Riccardo Fontana, «tutta la visita è stata organizzata nella sobrietà più assoluta» e nella «parsimonia».
In effetti, rispetto ai 2 milioni per l’esposizione della Sindone a Torino (2010), agli altri 2 milioni per la visita di Ratzinger a Lamezia Terme (2011), ai circa 4 milioni per il congresso eucaristico ad Ancona (2011); ai 5 milioni per la beatificazione di Wojtyła (2011), stavolta trattasi di bruscolini.
Naturalmente saranno a carico del Governo le spese per gli spostamenti: in questi casi è generosa consuetudine concedere gli elicotteri dell’Aeronautica Militare Italiana per il trasporto, oltre che del pontefice, del suo segretario personale, del Prefetto della Casa Pontificia, del Reggente, dell’assistente, della scorta della Gendarmeria vaticana e della Guardia Svizzera. E poi i cerimonieri, i fotografi e i giornalisti dell’Osservatore Romano, gli operatori della Tv e della Radio Vaticana, il maggiordomo e il medico di fiducia.
Spicca ma non sorprende – in questo quadro peraltro giulivamente incurante della grave situazione economica del nostro paese – l’acritica, entusiastica adesione a iniziative del genere da parte delle amministrazioni locali che dovrebbero rappresentare tutti i cittadini, non solo quelli appartenenti ad una confessione particolare.
Il sindaco Giuseppe Fanfani prova a prospettare un ritorno a livello di immagine, e non solo, per la città: «La visita di un Papa è un evento eccezionale; è la prima volta che Benedetto XVI viene in Toscana e ha scelto Arezzo; l’evento andrà in mondovisione; in città giungeranno almeno 30mila pellegrini, molti dei quali per la prima volta». Lasciando presagire chissà quali affari per le strutture ricettive del territorio. Peccato che, come è d’uso, l’accoglienza della massa di fedeli verrà abilmente gestita da efficientissimi Enti ecclesiastici.

informarexresistere.fr




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mercoledì 9 maggio 2012

Quanto costa il Quirinale?

Roma Il decreto è pronto, il «risanatore dei conti», dicono, è in palla e anche la scure è stata affilata. Con la spending review il governo prevede, spera, di riuscire a risparmiare la bellezza di 4,2 miliardi, potando energicamente la pubblica amministrazione.E la metà di questi tagli, come spiega il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà, spettano proprio al boscaiolo Enrico Bondi. Il supertecnico potrà sforbiciare dove vuole. Potrà «razionalizzare le spese» spulciando in un lungo e dettagliato elenco di «amministrazioni, autorità anche indipendenti, organismi, agenzie e soggetti pubblici comunque denominati, enti locali». Potrà dire la sua persino sulle solitamente intoccabili Regioni, per quanto riguarda la spesa sanitaria. Potrà recidere, amputare, mozzare ovunque, tranne che in tre luoghi precisi: il Quirinale, la Corte Costituzionale, il Parlamento.Sì, anche lì ci sarebbe da tagliare, ma «Enrico mani di forbice» dovrà farsene una ragione: quei tre portoni resteranno sbarrati. Del resto la presidenza della Repubblica, le Camere e la Consulta, per la Costituzione, sono considerate delle istituzioni autonome pure dal punto di vista finanziario. Qualunque sforzo di austerità può solo partire da loro, spontaneamente, non può mai essere imposta dal di fuori.E così, da tempo, i costi della presidenza della Repubblica sono finiti sotto gli occhi di tutti. Un palazzo, anzi una vera reggia, piena di opere d’arte. Una villa sugli scogli di Posillipo. Una vasta tenuta alle porte di Roma tra la campagna e il mare, con tanto di oasi naturalistiche, allevamenti di animali, piante secolari, casali, stagni, coltivazioni biologiche. E duemila dipendenti, tra funzionari, corazzieri, poliziotti, segretari, autisti, meccanici, giardinieri. C’è un addetto che ogni giorno ha il solo compito di ricaricare a mano tutti i 205 preziosi orologi del Quirinale. Per tutto ciò lo Stato paga 228 milioni di euro l’anno.
La cifra in assoluto è enorme. Tanto per fare un confronto, la Casa Bianca costa 136,5 milioni, l’Eliseo 112,5, Buckingham Palace 57. La presidenza della Repubblica è un elefante che si è ingrassato lentamente e progressivamente, dilatando spese e personale, soprattutto con gli ultimi capi dello Stato. Se Leone invitava gli amici a vedere i film del momento nella sala cinema, Cossiga, appassionato di tecnologia, modernizzò i servizi telematici e telefonici. Se Scalfaro, da ex ministro dell’Interno, rafforzò l’impianto di sicurezza e aumentò le scorte, Ciampi, che voleva rilanciare l’unità d’Italia e le istituzioni, diede un tocco di sfarzo e di grandeur al Quirinale.
Le prime timide, parziali, riduzioni sono dell’epoca Napolitano. Qualche anno fa il Colle cercò di dimagrire bloccando le nuove assunzioni e le sostituzioni di quelli che andavano in pensione: il personale è così calato di 394 unità. Poi ha allineato le retribuzioni dei funzionari a quelle del Senato e ha fatto armonizzare le pensioni di anzianità a quelle del pubblico impiego. Poi ancora, rompendo un’antica consuetudine di riservatezza, ha cominciato a pubblicare i suoi bilanci, sia pure soltanto per capitoli e non nel dettaglio. Infine, si è autocongelato lo stipendio, sterilizzando gli aumenti previsti dall’Istat: ora guadagna 239mila euro l’anno. Che forse è tanto, ma è comunque la metà di quanto si mette in tasca il presidente della Corte Costituzionale.
Complessivamente, nel giro di cinque anni Giorgio Napolitano è riuscito a risparmiare 60 milioni in tutto. Poco, sempre troppo poco, se mettiamo i 228 milioni spesi del Colle vicini ai 136 dell’Eliseo. Ecco altri dati imbarazzanti. Il Quirinale ha 847 dipendenti: 74 dirigenti, 94 impiegati di concetto, 204 esecutivi, 488 ausiliari. A questi vanno aggiunti l’esercito dei 103 contrattisti. Le forze dell’ordine sono 861, compresi i 258 corazzieri. Siamo a 1807, il doppio di quelli di re Juan Carlos di Spagna, quasi 9 volte di quelli dell’imperatore del Giappone, che pure viene considerato un discendente divino, il doppio anche di Nicolas Sarkozy, al quale per sua la sicurezza sono sufficienti 243 militari specializzati. Per non parlare di Barack Obama, che si fa bastare 433 dipendenti.
Sul Colle sostengono che non è corretto fare simili paragoni, che il Quirinale è infinitamente più grande e più gravoso dell’Eliseo e della Zarzuela, figuriamoci di palazzine come la Casa Bianca o Buckingham Palace.
ilgiornale.it
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martedì 8 maggio 2012

Quanto costa un giudice delle leggi?

Roma Niente spending review per la Corte costituzionale. Ma quanto ci costa il «Giudice delle leggi»? Quanti stipendi d'oro, benefici, privilegi, magari sprechi rimarranno al riparo dai tagli montiani?
Quasi 64 milioni di euro (per l'esattezza: 63 milioni e 747 mila) è la previsione di bilancio della Consulta per il 2012 e lo Stato contribuisce con 52 milioni e 700 mila.
È imponente e sontuosa la macchina dell'Alta Corte, con 15 giudici costituzionali in carica 9 anni e 350 dipendenti, tra quelli di ruolo (209), quelli comandati (68), 44 carabinieri, 3 vigili del fuoco e gli altri a contratto o con vari incarichi.
Il presidente della Consulta guadagna più del doppio del suo dirimpettaio sul Colle, il Capo dello Stato: 482mila euro lordi l'anno per Alfonso Quaranta contro i 239mila di Giorgio Napolitano. Più alloggio di servizio al quinto piano del Palazzo della Consulta, 4 assistenti, 5 addetti alla segreteria, auto blu, accesso ai voli di Stato, naturalmente maxiliquidazione e maxipensione. Ma il presidente della Repubblica ha una busta paga inferiore anche al segretario generale della Consulta, che prende ben 283 mila e 500 euro lordi l'anno. 
Tutti i giudici costituzionali hanno uno stipendio agganciato a quello del Primo presidente della Cassazione e aumentato della metà (cioè 403.840 euro lordi, più 3 assistenti e 3 segretari, auto blu, cellulare, computer, rimborsi viaggi), ma il presidente ha anche un'indennità di rappresentanza pari a un quinto della retribuzione degli altri. Il collegamento al più alto magistrato d'Italia ha portato molti vantaggi ai 15, ma nell'ultimo anno anche una decurtazione pari a quella del 25 per cento dell'indennità speciale delle toghe.
Si rimane, però, sempre a livelli siderali. E poi c'è la questione della schiera di presidenti emeriti d'oro. Il primo dei 15 dovrebbe rimanere in carica 3 anni, ma la durata media del mandato è di un anno e mezzo, con punte minime di un poco più di un mese. Infatti, ormai da molto tempo ha prevalso la consuetudine di affidare la poltrona al più anziano, vicinissimo alla scadenza di mandato. Regola interrotta solo con l'elezione del presidente numero 35: entrato alla Corte nel 2004, Quaranta resterà in carica un po' più a lungo dei suoi predecessori, fino a gennaio 2013. Ugo De Siervo aveva avuto la poltrona solo 4 mesi, Francesco Amirante 9, Giovanni Maria Flick 3, come Giuliano Vassalli e Giovanni Conso, 4 Valerio Onida, 6 Antonio Baldassarre. 
Vuol dire che ci sono oltre 15 presidenti emeriti e loro vedove che godono di altissime pensioni, legate naturalmente all'ultimo stipendio percepito. Solo dal settembre scorso non hanno più diritto a vita all'auto blu, ma appena per un anno. In compenso ai defunti il Comune di Roma riserva l'onore della dedica di una strada nel quartiere Aurelio.
Considerando che anche le pensioni dei semplici giudici costituzionali sono molto ricche si spiega che i 6 milioni stanziati per i 21 ex giudici e i 9 loro «superstiti» sono la metà di quelli che vanno agli altri 225 pensionati della Corte costituzionale. 
Ultima nota: alla Consulta approdano molti magistrati fuori ruolo per diventare assistenti dei giudici e raddoppiare lo stipendio, aggiungendo a quello d'origine una bella indennità.

ilgiornale.it
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venerdì 4 maggio 2012

Quanto costa rimpatriare uno straniero?

Per ogni cittadino straniero rimpatriato, lo stato italiano paga cinque biglietti aerei: quello dello straniero e quelli di andata e ritorno per i due agenti che lo scortano. Il dato è contenuto nel rapporto della Commissione diritti umani del senato su carceri e centri di trattenimento per migranti senza permesso di soggiorno.
Vanno aggiunte le somme usate per costruire, riparare e gestire i Centri di identificazione e di espulsione, dove vengono reclusi i migranti fino al momento di imbarcarli sull`aereo. Da una relazione tecnica del servizio studi della camera del 2008 risuta che costruire un posto letto nel Cie di Torino è costato in media 78.000 euro. Quell`anno la legge 186 stanziò in totale 78 milioni di euro su tre anni (fino al 2010) per la costruzione di nuovi Cie.
A queste cifre bisogna sommare i costi di gestione dei servizi all`interno dei centri. Solo nell`ultimo anno abbiamo speso 18,6 milioni di euro. Il dato (aggiornato al 1 febbraio) ci è stato fornito da Angela Pria, capo dipartimento Libertà civili e immigrazione del ministero dell`interno. Altri 18 milioni di euro sono stati stanziati a gennaio dal governo Monti per ricostruire e riaprire due vecchi centri, quello di Santa Maria Capua Vetere (Ce) e quello di Palazzo San Gervasio (Pz). Infine, bisogna considerare che un anno fa è stato triplicato il tempo massimo di detenzione amministrativa nei centri di identificazione e di espulsione: da sei mesi a un anno e mezzo. Questo comporta un aggravio di spese, previsto dalla copertura finanziaria della legge 129 del 2011 in quasi 17 milioni per l`anno 2011, e 120 milioni di euro ripartiti in tre anni, dal 2012 al 2014.
I costi, già enormi, continuano a salire. Ma il sistema delle espulsioni non sembra molto efficace. Le stime parlano di circa 500mila migranti irregolari in Italia. Secondo il dossier 2011 Caritas Migrantes, nel 2010 sono state trattenute nei Cie circa settemila persone e poco meno della metà (48,3 per cento) è stata effettivamente rimpatriata, cioè 3.399. Gli altri hanno ricevuto un invito ad ‘autoespellersi` dopo mesi di reclusione.
Se lo straniero senza documenti viene identificato nel Cie e il suo paese accetta di riprenderlo, viene organizzato il volo di rimpatrio coatto. La scorta sugli aerei è molto numerosa e rappresenta un costo perché gli agenti si sottopongono a una formazione specifica e a continui aggiornamenti. Ci sono in Italia circa 600 operatori delle forze dell`ordine abilitati. Per farsi un`idea della spesa complessiva, si può ricorrere all`ultimo dato disponibile. Con quasi 10 milioni di euro arrivati nel 2008 dal Fondo rimpatri dell`Unione europea sono state espulse con la forza meno di quattromila persone e solo alcune centinaia hanno beneficiato del rimpatrio volontario assistito.
L`Italia ha speso negli ultimi cinque anni oltre 100 milioni di euro per rimpatriare poche migliaia di cittadini stranieri.

informarexresistere.fr


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Quanto costa la chiesa allo stato ?

6 miliardi di euro l'anno: questo sarebbe il costo della Chiesa che grava sulle casse dello Stato. A denunciare tale situazione dei cartelloni affissi a Napoli, che fanno parte della campagna informativa lanciata dall'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti Italiani. L'iniziativa ha destato da subito scalpore e polemiche nel capoluogo partenopeo, da sempre conosciuto come una città devota alla religione.La Chiesa costa troppo allo Stato: Calogero Martorano, coordinatore del circolo partenopeo dell'Uaar spiega che “I cartelli sono nell'ordine di una nostra campagna nazionale che vuole denunciare l'entità delle somme che vanno destinate alla Chiesa, somme che attualmente assommano a più di 6 miliardi di euro annuali” aggiungendo che “Solo il 20% o poco più va destinato alle opere di beneficienza di cui si nutre la pubblicità della Chiesa cattolica“.

.fanpage.it

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mercoledì 2 maggio 2012

Quanto costa lo spreco a Montecitorio?

Telefoni cellulari, smartphone, iPad, memorie digitali in grado di raccogliere, catalogare, immagazinare milioni di informazioni,non riescono a rimpiazzare le vecchie, care agende di carta. Sembra incredibile questo salto nel passato che ci costa qualche milione di euro. Eh si, perchè a usufruire di questo sperpero sono deputati e senatori.
Tommaso Montesano racconta, con dovizia di particolari, lo straordinario “spreco di carta” del nostro Parlamento Alla Camera dei deputati la gara si è conclusa a dicembre. E per stampare ogni anno 32.800 agende dal 2013 al 2015, Montecitorio ha messo sul piatto poco più di 1 milione di euro ogni dodici mesi. Totale da pagare nel triennio: 3,015 milioni più Iva. Al Senato, invece, la procedura si concluderà solo il prossimo 4 giugno, quando saranno aperte le buste con le offerte per il biennio 2013-2014. Offerte che potranno essere presentate fino alle 15 di lunedì 28 maggio. L’ufficio per le gare e i contratti di Palazzo Madama offre 950.000 euro più Iva per produrre ogni anno 5.200 agende da tavolo e 16.800 agende tascabili. Numeri da moltiplicare per due, visto che la fornitura sarà biennale (e rinnovabile).In futuro, quindi, i 630 deputati avranno a disposizione oltre cinquanta agende a testa, mentre i 315 senatori – più i senatori a vita – ne riceveranno addirittura una settantina. In tempi di lotta gli sprechi e di sacrifici chiesti ai cittadini, il Parlamento allenta i cordoni della borsa sulle agende.

iljournal.it


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venerdì 27 aprile 2012

Quanto costa la pena di morte negli stati uniti?


A volte i numeri non bastano. Decine di pubblicazioni confermano come la pena di morte non possa essere considerata come un valido deterrente alla criminalità: eppure questa idea non riesce ad essere interiorizzata dall’opinione pubblica, ed ancora governatori e presidenti difendono la giustizia definitiva con motivazioni che fanno capo a parole come dissuasione, prevenzione, deterrente. Così riportiamo, dal sito statunitense [link href="http://www.deathpenaltyinfo.org"]www.deathpenaltyinfo.org[/link] , un breve estratto riguardante i costi reali, in dollari, della pena di morte. Se non bastano criteri umanitari e di civiltà, affidiamoci a quelli del denaro, così cari a molti. Molti casi legati a condanne a morte, tra appelli e ricorsi, possono durare fino a 30-40 anni, chiaramente con il condannato recluso all’interno di carceri statali. In media, riferisce il Bureau of Justice Statistics nel 2001, solo l’11% delle persone condannate a morte sono effettivamente giustiziate. Questa è però una media: in Texas un terzo dei condannati viene effettivamente ucciso. Ed ogni detenuto che affronta un processo nel quale rischia la condanna a morte costa circa tre volte rispetto agli altri imputati. Passiamo a qualche cifra precisa. In North Carolina ogni condannato a morte costa mediamente 2,16 milioni di dollari in più rispetto ad un ergastolano. Il Miami Herald ha invece stimato che la spesa pubblica per ogni persona che aspetta la morte in carcere si aggira intorno ai 3,2 milioni di dollari: dal 1976 al 2000 lo Stato della Florida ha speso, tra ricorsi ed appelli, circa 24 milioni di dollari per ogni esecuzione. Il Dallas Morning riporta che lo Stato del Texas spende circa 2,3 milioni di dollari a condannato, circa tre volte il costo di tenere una persona reclusa per 40 anni al massimo livello di sicurezza. In California, dove viene giustiziato circa un detenuto all’anno, i costi del mantenimento della struttura giudiziaria che prevede la pena di morte si aggira intorno ai 90 milioni di dollari. Quindi quasi 100 milioni di euro a condannato…senza contare che l’ex governatore aveva richiesto un finanziamento di 220 milioni di dollari per la costruzione di un braccio della morte “adeguato” per la prigione di S.Quentin. Il Wall Street Journal ha stimato che le spese extra riconducibili alla pena di morte che hanno dovuto affrontare gli stati possono essere valutate circa 1600 milioni di dollari per 15 anni: la stessa cifra che sarebbe spesa per fare fronte ad un disastro naturale in ogni stato che ancora oggi adotta la pena capitale.

squilibrio.it
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domenica 15 aprile 2012

Quanto costa il sistema penitenziario italiano?

Dal 2000 ad oggi il costo medio annuo del Dap è stato di 2 miliardi e mezzo di €.Nel 2008 la spesa, pari a quasi 3 miliardi €, ha segnato il massimo storico. Nel 2010, per effetto dei tagli imposti dalle Leggi Finanziarie 2008 e 2009 e della sottrazione di 80 milioni €, relativi all’assistenza sanitaria dei detenuti divenuta di competenza del Ministero della Salute, la spesa fa segnare il minimo storico, con 2 miliardi e 204 milioni €.Più dell’80% dei costi sono relativi al personale (polizia penitenziaria, amministrativi, dirigenti, educatori, etc.), il 13% al mantenimento dei detenuti (corredo, vitto, cure sanitarie, istruzione, assistenza sociale, etc.), il 4% è stato speso per la manutenzione delle carceri e il 3% per il loro funzionamento (energia elettrica, acqua, etc.).Qual è il costo medio giornaliero di ogni detenuto?
Dal 2000 ad oggi il costo medio giornaliero di ogni singolo detenuto è stato di 138 €.
Il costo giornaliero di ogni singolo detenuto è determinato da due elementi: la somma a disposizione dell’Amministrazione Penitenziaria e il numero medio dei detenuti presenti in un dato anno.L’ammontare dei fondi stanziati non risulta collegato all’aumento della popolazione detenuta (tanto che dal 2007 ad oggi i detenuti sono aumentati del 50% e le risorse del Dap sono diminuite del 25%), quindi più persone ci sono in carcere e meno costerà il “mantenimento” di ciascuno di loro.Così mentre il sovraffollamento ha raggiunto livelli mai visti (in 30 mesi i detenuti sono aumentati di quasi 30 mila unità: dai 39.005 dell’1 gennaio 2007 ai 68.258 del 30 giugno 2010), la spesa media giornaliera procapite è scesa a 113 euro (nel 2007 era di 198,4 euro, nel 2008 di 152,1 euro e nel 2009 di 121,3 euro).Nel dettaglio, di questi 113 euro: 95,34 (pari all’85% del totale) servono per pagare il personale; 7,36 (6%del totale) sono spesi per il cibo, l’igiene, l’assistenza e l’istruzione dei detenuti; 5,60 (5% del totale) per la manutenzione delle carceri; 4,74 (4% del totale) per il funzionamento delle carceri (elettricità, acqua, etc.).Escludendo i costi per il personale penitenziario e per l’assistenza sanitaria, che è diventata di competenza del Ministero della Salute, nel 2010 la spesa complessiva per il “mantenimento” dei detenuti è pari a 321.691.037 euro, quindi ogni detenuto ha a disposizione beni e servizi per un ammontare di 13 euro al giorno.Tra le “voci di spesa” i pasti rappresentano la maggiore (3,95 € al giorno), seguita dai costi di funzionamento delle carceri (acqua, luce, energia elettrica, gas e telefoni, pulizia locali, riscaldamento, etc.), pari a 3,6 € al giorno, e dalle “mercedi dei lavoranti” (cioè i compensi per i detenuti addetti alle pulizie, alle cucine, alla manutenzione ordinaria, etc.), che concorrono per 2,24 € al giorno. Al riguardo va detto che il fabbisogno stimato per il funzionamento dei cosiddetti “servizi domestici” sarebbe di 85 milioni a l’anno, ma per il 2010 ne sono stati stanziati soltanto 54: i pochi detenuti che lavorano si sono visti ridurre gli orari e, di conseguenza, nelle carceri domina la sporcizia e l’incuria.Per quanto riguarda la “rieducazione” la spesa risulta a livelli irrisori: nel “trattamento della personalità ed assistenza psicologica” vengono investiti ben 8 centesimi al giorno! Appena maggiore il costo sostenuto per le “attività scolastiche, culturali, ricreative, sportive”, pari a 11 centesimi al giorno per ogni detenuto.

prospettivalegale.it
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giovedì 12 aprile 2012

Quanto costa la riforma del lavoro?


Secondo quanto riportato nel testo del disegno di legge pubblicato sul sito del ministero, gli oneri della riforma del mercato del lavoro ammonterebbero a 1.719 milioni per il 2013, 2.921 milioni per il 2014, 2.501 per il 2015, 2.482 per il 2016. Per il 2017 sono previste risorse per 2.038 milioni, 2.142 per il 2018, 2.148 per il 2019 e 2.195 per il 2020. Dal 2012 in poi è previsto un finanziamento per la riforma di 2.225 milioni di euro.

TAGLI SULLE AUTO AZIENDALI. Una parte delle risorse è destinata ad arrivare dal taglio delle deduzioni per l'uso delle auto aziendali. È quanto è emerso dal testo del provvedimento. È previsto un taglio delle deduzioni dal 40% al 27,5% per le auto utilizzate nell'esercizio di imprese, arti e professioni.
AUMENTANO DI DUE EURO LE TASSE AEROPORTUALI. Secondo una delle norme fiscali per la copertura del ddl lavoro, è stato previsto, inoltre, un ritocco verso l'alto dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco sugli aerei. Una misura la cui introduzione è stata programmata dal primo luglio 2013, e per cui è stato deciso un aumento 2 euro per ogni passeggero. Secondo quanto ha stabilito il testo, i maggiori importi incassati sono stati destinati all'Inps.
AFFITTO: STANGATA PER I PROPRIETARI. Stangata in arrivo per i proprietari degli immobili che non applicano la cedolare. Una delle norme poste a copertura del ddl del lavoro ha ridotto dal 15% a 5% lo sconto forfait oggi previsto per chi dichiara con l'Irpef i redditi derivanti dalla locazione di immobili. Di fatto l'imponibile su cui si paga l'imposta sarebbe così aumentato di 10 punti percentuali.

lettera43.it

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venerdì 23 marzo 2012

Quanto costa una cena con Barack Obama?

Se trovate nella vostra casella mail l’invito “Vieni a cena da me”, mittente: “Barack Obama,” non preoccupatevi, non è un virus. È parte della campagna di raccolta fondi del presidente in carica, che sta utilizzando del resto una tecnica già sfruttata dalla sua ex rivale Hillary, che ai tempi delle primarie del 2008 metteva in palio tra i donatori non una cena, bensì uno snack informale a casa Clinton (con tanto dell’aggiunta “per favore, convincente Bill a mangiare più verdure che patatine”). 


Ma quanto costa una cena con Barack Obama?

Dipende. Stando alla mail inviata dall’ufficio raccolta fondi, per entrare la lotteria che assegnerà i quattro posti alla tavola presidenziale occorre fare una donazione dai 3 dollari in su.Ma se andate sul sito Dinner with Barack, scoprite che si può partecipare anche gratuitamente, ma che è gradita una donazione fino a 2500 dollari.


Estratto da: http://www.rivistastudio.com/in-breve/quanto-costa-una-cena-con-barack-obama/ 
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venerdì 24 febbraio 2012

Quanto costa diventare presidente USA?



Barack Obama spese 730 milioni di dollari nella campagna elettorale con la quale venne eletto nel 2008 — il doppio di quanto spese George W. Bush quattro anni prima per farsi rieleggere battendo John Kerry, ed oltre 260 volte quello che spese Abraham Lincoln per la sua prima elezione, nel 1860. Se il trend prosegue, la campagna elettorale di quest'anno segnerà un nuovo record.

Estratto da: http://america24.com/news/quanto-costa-farsi-eleggere-alla-casa-bianca 
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mercoledì 15 febbraio 2012

Quanto costa la corruzione?


Su che cifre si attesta la corruzione in Europa?
Secondo le stime della Commissione europea, i costi della corruzione in Europa superano i 120 miliardi di euro l'anno, quasi l'uno per cento del Pil. Cifre che farebbero bene all'Europa, specie in tempi di crisi. "La ripresa economica degli Stati membri colpiti dalla crisi finanziaria  è ostacolata proprio dalla corruzione, dall'evasione fiscale, dalla frode fiscale e da altri reati economici". 

Secondo il rapporto 2010,  ai primi posti della classifica molti paesi europei troviamo Romania, Bulgaria, Grecia, Italia, che scavalcano paesi africani come il Ruanda e il Ghana. Lo scorso anno la Corte dei Conti ha stimato in 60 miliardi di euro (+ 30 per cento rispetto al 2009) il costo della corruzione in Italia. Inoltre, uno studio realizzato dalla Banca d'Italia, presentato alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie, ha evidenziato come la presenza mafiosa in quattro regioni (Sicilia, Calabria, Campania e Puglia) abbia prodotto un ritardo, in termini di mancato sviluppo economico, pari al 15 per cento del Prodotto interno lordo. 

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