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Quanto costa un blindato Lince?

Iveco LMV, Light Multirole Vehicle meglio conosciuto come Lince è un mezzo blindato leggero di nuova generazione prodotto da Iveco Defence Vehicles di Bolzano.

Quanto costa la Smart Elettrica?

La Smart elettrica debutta sul mercato. Dopo la sperimentazione in diverse città italiane, la citycar Mercedes a batterie è ordinabile come tutte le altre varianti.

Quanto costa il Giro del Mondo?

E ‘difficile dare una stima esatta di quanto costa un Giro del Mondo. La domanda importante è: che tipo di viaggio si desidera fare e per quanto tempo?

Quanto costa Segway i2?

E' americano e realizzato con le migliori tecnologie esistenti e colpisce sia tecnicamente, che per la sua semplicita' d'utilizzo.

AltroConsumo.it

Altroconsumo è un'associazione di consumatori, la prima e la più diffusa in Italia con i suoi 345.000 Soci. Indipendente e senza fini di lucro ha tutela dei consumatori.

Quanto costa una ragazza Top?

Questa è la triste realtà raccontata da uno di voi. Una riflessione misurata sulla condizione di inferiorità maschile e sulle conseguenze economiche da essa derivate.

Quanto costa un lancio in Tandem?

Il metodo più semplice, veloce e sicuro per avvicinarsi al mondo del paracadutismo sportivo è il lancio in tandem, ovvero saltare da 4200 metri saldamente imbragato ad un istruttore senza bisogno di corsi particolari o visite mediche.

Quanto costa una cena con Barack Obama?

Se trovate nella vostra casella mail l’invito “Vieni a cena da me”, mittente: “Barack Obama,” non preoccupatevi, non è un virus.

Preventivo24.it

Costruzione? Ristrutturazione? Risparmia con noi sui tuoi lavori di casa. Metti il tuo lavoro all'asta su miorisparmio.it

Quanto costa una stella?

Una delle idee più originali, e mai fuori moda, è regalare una stella. Grazie alla tecnologia e alla diffusione di internet oggi è molto facile accaparrarsi la stella prescelta.

Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post
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venerdì 26 ottobre 2012

Quanto costa revisionare la caldaia?

Ogni caldaia (e di conseguenza qualunque impianto di riscaldamento) necessita di una periodica revisione: il momento dell’anno più indicato per revisionare la caldaia è l’autunno, l’ideale sarebbe che la revisione avesse luogo all’incirca un mese prima dell’accensione dell’impianto.Attenzione: la manutenzione della caldaia di casa non è un lavoretto domestico gestibile in regime di economia o in termini di fai da te! Non lo è perché esistono competenze tecniche atte a verificare se le caldaie godono di buona salute e sono a norma di legge; non lo è altresì perché il tecnico specializzato e qualificato ha il compito di redigere una documentazione obbligatoria che attesti la corretta funzionalità dell’impianto.Ogni cittadino o condominio è responsabile del proprio impianto di riscaldamento e della manutenzione della propria caldaia, ciò anche e soprattutto in termini di legge.La legge accolla al cittadino, proprietario di caldaia, l’obbligo di effettuare la manutenzione ordinaria e statuisce che per essa i tempi da rispettare sono quelli dettati nel libretto di istruzioni(alcune caldaie potranno pretendere la manutenzione ordinaria annuale, altre potranno ammettere interventi di manutenzione anche ogni due anni). Quindi prima di chiamare il tecnico è indispensabile leggere il libretto di istruzioni dell’apparecchio. Se avete smarrito il libretto chiamate la casa produttrice.Sta di fatto che il tecnico deve effettuare la manutenzione ordinaria ogni qual volta opera una verifica sulle emissioni dei fumi.Cos’è la verifica sulle emissioni dei fumi? Il tecnico esamina le sostanze inquinanti emesse nell’ambiente esterno dalla caldaia e valuta se esse siano o meno a norma.Queste operazioni tecniche sono anche definite controlli per l’efficienza energetica giacché, come precisato, una caldaia efficiente, cioè pulita e ben tenuta, realizza pure un risparmio energetico (traducibile in un risparmio economico).

- La legge statuisce che per le caldaie con potenza inferiore a 35kW (quelle cioè comunemente in uso nelle nostre abitazioni) e con più di 8 anni di anzianità la verifica sulle emissioni dei fumi deve essere eseguita ogni 2 anni

- La verifica sulle emissioni dei fumi è prescritta per legge e ogni due anni anche per le caldaie esterne non a camera stagna di tipo B (indicazione questa che si rintraccia sul libretto di istruzioni o di cui si chiede conto al tecnico), nonché per tutte quelle installate all’interno dell’abitazione che devono (per esplicita disposizione legislativa) sempre essere a camera stagna.

- Per le caldaie più giovani (caldaie con meno di 8 anni di anzianità), per quelle rubricate come a camera stagna di tipo C (indicazione questa che si rintraccia sul libretto di istruzioni o di cui si chiede conto al tecnico) e per quelle non a camera stagna ma esterne all’abitazione è possibile, ove espressamente precisato sul libretto di istruzioni, effettuare un controllo ogni quattro anni.Il costo della revisione cambia a seconda della ditta a cui ci si affida e a seconda della regione in cui ci si trova, il costo medio varia tra i 60 e i 75 euro per la manutenzione ordinaria e tra i 100 e i 120 euro per la verifica delle emissioni.

vitadadonna.com

domenica 21 ottobre 2012

Quanto costa il nuovo social Pheed?

Dagli Stati Uniti arriva Pheed, un nuovissimo social network che sulla carta è simile a Twitter, eppure ha qualcosa in più, un’idea di business ben chiara.Secondo KillerApp.com, Il segreto è stato puntare subito sulle star a cui è stato proposto di aprire un account gratuito e così a pochi giorni dal lancio Pheed aveva già 350.000 mila views. Questo succedeva il 10 agosto del 2012. E si stima che la crescita sarà superiore con l’uscita dell’app ufficiale di Pheed.Il segreto del successo? Aver iniziato a monetizzare subito puntando su una clientela di un certo livello e con già un bacino d’utenza. In pratica, chi si iscrive può condividere qualsiasi tipo di contenuto testi, foto, video in maniera gratuita o a pagamento fissando un prezzo che va da 1.99 a 34.99 dollari. Chi segue può decidere cosa vedere e per cosa pagare. Pheed ci guadagna tenendo la metà degli introiti, chi produce contenuti l’altra metà. Se sono star ovviamente il gioco è più facile.Negli States intanto anche attori, artisti e cantanti sono entrati nel mondo di Pheed e hanno un profilo seguitissimo e cliccatissimo, stiamo parlando di Miley Cirus, Ashley Tisdale, David Guetta e Paris Hilton.

daringtodo.com

lunedì 1 ottobre 2012

Quanto costa non affrontare il riscaldamento globale?

Non affrontare i cambiamenti climatici ha un costo, in vite umane e in denaro. Il riscaldamento globale incide sull'economia, con un conto di 400mila morti e 1.200 miliardi di dollari di danni ogni anno: i cambiamenti climatici ci presentano un conto troppo salato. A lanciare l’allarme è stato il rapporto Climate vulnerability monitor, preparato dalla Ong Dara e commissionato dal Forum climate vulnerable, che riunisce 20 paesi minacciati dal riscaldamento globale, e che prefigura scenari ancora peggiori per il futuro prossimo in cui le vittime della societa' del petrolio potrebbero arrivare a 100 milioni.Lo studio sui cambiamenti climatici, svolto da più di 50 scienziati mondiali, ha stimato che nel mondo già oggi muoiono 400mila persone per cause direttamente o in parte attribuibili al riscaldamento globale. Devastanti sono anche gli effetti del riscaldamento globale sull’economia: i cambiamenti climatici hanno un impatto pari all'1,6% del Pil mondiale. Entro il 2030 il peso sul pil mondiale raddoppierà, arrivando al 3,2%.I cambiamenti climatici, nei paesi in via di sviluppo, incidono soprattutto per i danni all'agricoltura, che si riflettono a loro volta in un numero maggiore di morti per malnutrizione e malattie legate alla mancanza di cibo.

ambiente.ecoseven.net
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sabato 22 settembre 2012

Quanto costa un piercing all'ombelico?

Il piercing all’ombelico, detto anche navel piercing, è quello più diffuso dell’arte del body piercing. Viene effettuato forando la parte superiore dell’ombelico e applicando un piccolo gioiello anallergico a forma di banana oppure un anello. In casi più rari vengono forate anche le zone laterali o la parte bassa, ma in quel caso l’effetto è meno gradevole. Utilizzato sin nell’antico Egitto come ornamento, non è un caso che la prima apparizione ufficiale del piercing all’ombelico sia stata su una passerella, sfoggiato da una modella durante una sfilata nel 1993.Nonostante si siano diffuse con gli anni tecniche fai da te, l’ombelico va fatto bucare esclusivamente da un piercer professionista con un ago sterilizzato apposito per evitare il rischio di infezioni: si tratta di una zona molto delicata, che anche dopo il piercing richiede qualche accortezza. I costi variano dai 50 agli 80 euro circa, in base allo studio che si sceglie e alla tipologia di banana (quelle al titanio o con brillante costano di più). Una volta fatto il piercing, il primo passo è quello di disinfiammarlo e poi di farlo cicatrizzare: per i primi giorni è bene disinfettare due volte al dì la zona, evitare di toccare il piercing con mani sporche e di dormirci sopra.Un buon sapone antibatterico e una soluzione fisiologica di acqua e sale saranno sufficienti per detergere la zona. In alternativa si può mettere un cucchiaino di sale in acqua bollente e fare degli impacchi con garze imbevute di acqua salata. È bene girare con delicatezza il gioiello, di modo che la soluzione detergente e disinfettante riesca a entrare nel piercing.Non cambiare il piercing finché non si è cicatrizzato, anche in questo caso il rischio è quello di contrarre un’infezione.Il dolore (che alcuni non provano, dipende dalle persone e dalla soglia personale del dolore) sparirà entro qualche giorno, ma se dovesse prolungarsi o se presentarsi un’infezione è bene far controllare l’ombelico da un medico. In ogni caso, è molto importante non togliere mai il piercing all’ombelico durante l’infezione, perché questo potrebbe provocare un ascesso a causa del pus che rimarrebbe all’interno del buco.

pinkblog.it
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Quanto costa regolarizzare una badante?

Regolarizzare una badante non costerà più di 2.100 euro. Per Assou El Barji (ufficio immigrati Cgil) "al netto delle retribuzioni contrattuali e sommando il contributo di 1.000 euro per avviare la pratica ai contributi da versare all'Inps a copertura di almeno sei mesi di lavoro, la procedura di regolarizzazione non dovrebbe costare più di 2.089 euro. Per un part time a 25 ore, l'importo massimo e' di 1.663 euro".

ansa.it
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venerdì 21 settembre 2012

Quanto costa la bicicletta di Alexander Vinokurov?

Battuta all'asta la bicicletta 'Specialized' con cui Alexander Vinokurov ha vinto l'oro a Londra 2012. La bici ha raggiunto la cifra di 243.000 dollari, che verranno devoluti per finanziare le cure di 5 bambini gravemente malati. L'offerta piu' alta e' venuta da Tak Group, organizzazione attiva negli ambiti dello sport, del turismo e dei progetti culturali.

corriere.it
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domenica 16 settembre 2012

Quanto costa rottamare l'auto?

Il caso piu' semplice e' quello relativo alla rottamazione dell'auto in favore di una nuova. La vecchia auto viene ritirata dal concessionario che provvedera' alla rottamazione entro 30 giorni.La concessionaria dovra' rilasciare il certificato di rottamazione in nome e per conto del centro di smaltimento che ricevera' il veicolo (al massimo entro 30 giorni).Per rottamare un'auto senza acquistarne un nuova, la si deve portare all'autodemolizione (o ad un centro di raccolta in possesso di apposita autorizzazione per la gestione dei rifiuti rilasciata dalla Regione.Per prima cosa togli il tagliandino dell'assicurazione e custodiscilo, per poterlo presentare all'agenzia della tua assicurazione.Assicurati di togliere tutto quello che ti puo' servire, tipo l'autoradio, i tappetini (magari li avevi comprati da poco), ecc.Telefona al centro di raccolta, prima di recartici, chiedendo se e' necessaria una prenotazione, e se possono svolgere loro tutte le pratiche del caso.Le pratiche da sbrigare sono:- La cancellazione dal PRA (Pubblico Registro). 36,68 euro (51,30 euro se si tratta di un vecchio modello dotato di foglio complementare).- Visura per vedere se ci sono atti giudiziari in essere. 7-10 euro- eventuali costi di trasporto del veicolo fino al centro di demolizione.Nella pratica i costi complessivi vanno dalle 70 alle 150 euro.Cosa molto importante: L'autodemolizione ci deve rilasciare il certificato di rottamazione, dove sono specificati le specifiche dell'autoveicolo, i dati del centro di raccolta, e la data e l'orario in cui viene preso in carico il veicolo. Da quel momento decade l'obbligo di pagare il bollo. Il certificato di rottamazione e' molto importante, per poter contestare eventuali multe, ed illeciti attribuiti ingiustamente al nostro veicolo.

sportlive.it
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venerdì 14 settembre 2012

Quanto costa passare da 3 a 4,5 o 6 kw ?

In regime di maggior tutela l’aumento di potenza implica i seguenti costi fissi:
- € 26,76 quota fissa per variazione potenza;
- € 69,04 per ogni kW di potenza aggiuntiva richiesta;
- € 23,00 quota fissa amministrativa.
Quindi per passare da 3 a 4,5 kw il costo fisso è di € 153,32 circa, mentre per passare da 3 a 6 kw il costo fisso è di € 256,88 circa.Nel mercato libero, nonostante il prezzo lo fissi il fornitore, il costo di aumento potenza si aggirerà sulla cifre viste sopra, in quanto le quote di variazione potenza sono dovute al gestore di rete.Aumentata la potenza a 4,5 o 6 kw quanto mi costa l’energia elettrica consumata?Dobbiamo distinguere 3 casi: contratto “altri usi”, contratto “domestico residente”, contratto“domestico non residente”.

A) Energia elettrica con contratto altri usi.
Il costo del kWh non cambierà, la bolletta subirà un rincaro annuo pari al diritto fisso per potenza contrattuale impegnata.

B) Energia elettrica con contratto domestico residente.

C) Energia elettrica con contratto domestico non residente.Se passo da 3kw a 4,5 kw

In sintesi.........
- pago una tantum di circa € 154,00;
- se il mio contratto è domestico residente ho un aumento dei costo annuo che dipende dai miei consumi  tali aumenti per le fasce basse possono arrivare fino al 90%;
- se il mio contratto è domestico non residente ho un aumento dei costo annuo che non dipende dai miei consumi ed è pari a circa 40,00.

Se passo da 3kw a 6 kw
- pago una tantum di circa € 257,00;
- se il mio contratto è domestico residente ho un aumento dei costo annuo che dipende dai miei consumi  tali aumenti per le fasce basse possono arrivare fino al 100%;
- se il mio contratto è domestico non residente ho un aumento dei costo annuo che non dipende dai miei consumi ed è pari a circa € 63,00.

taglialabolletta.it
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Quanto costa la revisione auto?

La revisione è un obbligo di legge e questa forse è la domanda più frequente che viene posta in merito. Diciamo subito che il controllo in questione può essere effettuato indifferentemente presso uno qualunque degli uffici della motorizzazione civile oppure presso le officine autorizzate dal Ministero dei Trasporti. Si tratta in sostanza di oltre 5000 centri ai quali è possibile rivolgersi. Prima opzione è rappresentata da uno degli uffici della Motorizzazione Civile che attualmente sono distribuiti sul territorio su scala provinciale. E' necessario compilare il modello MC 2100 (in distribuzione presso gli uffici stessi), quindi allegare la ricevuta di versamento pari all'importo di € 45,00 sul c/c 9001 (N.B il bollettino prestampato è in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici della motorizzazione civile ovviamente) e prenotare la prova del veicolo.
La seconda opzione è rappresentata dal recarsi in una delle oltre 5000 officine autorizzare; in questo caso il costo sarà leggermente maggiore. Indipendentemente dal tipo di veicolo infatti l'importo da sostenere sarà pari a € 64,80 (IVA compresa), di cui è bene precisare € 10,80 per diritti D.T.T.
A questo punto la revisione del veicolo può avere esito positivo e in questo caso sarà rilasciata un’etichetta adesiva che riporta l’esito appunto della revisione. Tale etichetta adesiva dovrà poi essere applicata sulla carta di circolazione negli appositi spazi.

revisioneauto.eu

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Quanto costa il passaggio di proprieta per moto e scooter?

MODALITÀ COSTI E DOCUMENTI TRAPASSO MOTO 
La normativa di riferimento per il passaggio di proprietà è il decreto legge 4 luglio 2006.L’atto di vendita deve essere redatto sul retro del modello NP-1B (Certificato di Proprietà). In presenza del solo Foglio Complementare verrà utilizzato un modello d’autentica previsto dalla circolare DGM n. 16090/08/08/01 del 10 luglio 2006, in duplice copia.La domanda di trapasso va redatta su apposito modello TT2119 disponibile presso gli sportelli e accompagnata dai seguenti documenti:

1) fotocopia della carta di circolazione (o del foglio complementare)
2) CdP (Certificato di Proprietà) in originale con atto di vendita autenticato nei modi di legge
3) due fotocopie di un documento d’identità in corso di validità
4) fotocopia del codice fiscale
5) ricevuta del versamento di 7,80 euro sul c/c 9001
6) ricevuta del versamento di 14,62 euro sul c/c 4028
7) ricevuta del versamento su modulo c/c in bianco di 50,16 euro sul c/c 25202003 intestato ad ACI Automobile Club d’Italia Economato Generale servizi di tesoreria, via Marsala 8, 00185 Roma.

MODALITÀ COSTI E DOCUMENTI TRAPASSO CICLOMOTORE 
Il proprietario venditore dovrà richiedere la “Sospensione del Ciclomotore per successivo passaggio di proprietà” presentando i seguenti documenti:
Domanda redatta su modello denominato TT2118, in distribuzione presso gli uffici della MCTC
Fotocopia di un documento d’identità in corso di validità e del codice fiscale
Certificato di Circolazione in originale o denuncia in caso di smarrimento, furto o sottrazione
Nel caso di società autocertificazione con numero di iscrizione alla Camera di Commercio
Se il richiedente è minorenne l’istanza deve essere sottoscritta dal genitore o dal tutore allegando la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità
L’operazione è gratuita ed ha effetto immediato.L’acquirente deve farsi consegnare dal venditore la targa, il Certificato di Circolazione in originale e una fotocopia della sospensione del ciclomotore, poi deve presentare i seguenti documenti:
Domanda redatta su modello denominato TT2118
Fotocopia di un documento d’identità in corso di validità e del codice fiscale
Fotocopia sospensione del ciclomotore
Attestazione del versamento di 9,00 euro sul c/c 9001
Attestazione del versamento di 29,24 euro sul c/c 4028
Attestazione del versamento di 13,34 euro sul c/c n.121012 (utilizzare esclusivamente il bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici MCTC)
Certificato di Circolazione in originale o denuncia in caso di smarrimento, furto o sottrazione
Nel caso di società, autocertificazione con numero di iscrizione alla Camera di Commercio
Se il richiedente è minorenne l’istanza deve essere sottoscritta dal genitore o dal tutore allegando la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità
L’operazione è immediata e sarà aggiornato il Certificato di Circolazione con i dati del nuovo proprietario.


motociclismo.it
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giovedì 13 settembre 2012

Quanto costa studiare all'estero?

La Commissione europea ha presentato uno studio su quanto costa studiare all’interno dell’Unione europea e dei paesi candidati, oppure integrati nell’Area economia europea o nello spazio di Schengen. Uno studio realizzato per facilitare la vita ai giovani cittadini comunitari, che potrebbero decidere di studiare in un altro paese all’estero sia per le migliori condizioni di studio – in alcuni paesi l’università è sostanzialmente gratuita – sia per le migliori prospettive professionali presenti nella nazione scelta per la formazione. In Italia studiare costa, in media, 1434 euro all’anno per ogni studente, una cifra pagata dall’89% della popolazione universitaria, visto che solo l’11% ha diritto a riduzioni delle tasse accademiche, tramite generalmente borse di studio dipendenti dal reddito. Esistono inoltre deduzioni fiscali per i figli a carico dei genitori impegnati in percorsi universitari. Il record delle spese universitarie per gli studenti si registra nel sistema di formazione superiore del Regno Unito, che è diventato ancora più caro dopo i tagli all’istruzione decisi dal governo conservatore di David Cameron in nome dell’austerità. Uno studente universitario inglese può arrivare a spendere fino a più di 11 mila euro, anche se la media è ovviamente inferiore, e si attesta poco sotto i 4 mila euro, ovvero 3889 euro per il primo ciclo di studi e 3918 per il secondo. Il vantaggio di una formazione accademica nella lingua più importante e parlata del pianeta ha dunque un evidente costo, che potrebbe essere mitigato scegliendo di studiare nella Scozia, che fa parte del Regno Unito ma che ha competenza autonoma sull’istruzione. A Edinburgo o a Glasgow si spende in media poco più della metà di quanto accade in Inghilterra. La Germania offre un costo medio per gli studenti molto favorevole. Essendo l’economia più solida del Vecchio Continente, molti studenti stranieri si formano in Germania anche grazie alle basse spese che devono affrontare. La stima dell’Unione europea indica un costo medio compreso tra i 200 e i 1000 euro annui, questo perchè in tre stati tedeschi, Bassa Sassonia Amburgo e Baviera, esistono ancora le tasse universitarie. Negli altri 13 Bundesländer invece per studiare si devono pagare solo i costi amministrativi dell’università, e si ha diritto a varie agevolazioni come abbonamenti semestrali molto convenienti visti gli alti costi dei mezzi pubblici in Germania. Nella vicina Francia la situazione è molto simile a livello generale, anche se le singole università sono poi più libere nel determinare rette più alte per i propri studenti, che possono arrivare persino a 2mila euro. Il paradiso degli studenti, almeno dai punti di vista dei costi, è invece la Scandinavia. In Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia studiare è un diritto che può essere goduto in modo sostanzialmente gratuito. Questo valeva per tutta la popolazione universitaria fino a qualche anno fa. Ora invece in Danimarca, Svezia e Finlandia gli stranieri devono pagare tasse universitarie specifiche, a meno che siano cittadini dell’Unione europea oppure delle altre associazioni comunitarie come lo spazio economico europeo. Anche in altri paesi ricchi come l’Austria l’università è gratuita. Ecco perchè, come sottolinea la Commissione nella presentazione dello studio, muoversi per studiare può essere la scelta migliore per i giovani cittadini comunitari. La scelta di altri stati, come Stati Uniti o Canada, è invece molto più cara, visto che nel Nord America si spende in media più del doppio di quanto uno studente paga nello stato più caro della Ue.

giornalettismo.com
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lunedì 10 settembre 2012

Quanto costa la patente nautica?

NORD ITALIA
patente nautica entro 12 miglia: 550 euro
patente nautica senza limiti: 850 euro

CENTRO ITALIA
patente nautica entro 12 miglia: 450 euro
patente nautica senza limiti: 650 euro

SUD ITALIA
patente nautica entro 12 miglia: 400 euro
patente nautica senza limiti: 600 euro


Abbiamo dei costi fissi, indipendentemente dalla zona geografica in cui si sostiene l’esame della patente nautica, che possiamo quantificare nel seguente modo::
Libro di testo (indispensabile per prepararsi a sostenere l’esame): 22 euro
Carta Nautica: 5 euro
Squadretta (indispensabile per il calcolo delle rotte): 5 euro
Il costo di questi materiali potrebbero oscillare di un 10% , ma , grosso modo, queste sono stime aderenti alla realta’ LE USCITE IN BARCA, sia a vela che a motore, costano generalmente in tutta Italia 50 euro cadauna. Di solito prevedono mezza giornata se si vuole ottenere la patente nautica per condurre imbarcazioni a vela, e, invece 30 minuti di guida al timone se si è interessati alla conduzione di imbarcazioni a motore.Per chi non ha alcuna esperienza sono indispensabili minimo 1 o 2 uscite per acquisire le nozioni base necessarie per la conduzione dei natanti a motore e non meno di 6 uscite per quanto riguarda la navigazione a vela.E’ importante ricordare che la prova pratica per l’esame della patente nautica prevede ambedue le prove; normalmente l’esaminatore fa sostenere per prima la prova di vela, e poi, a secco di vele, sulla stessa barca richiede all’esaminando quella a motore, in modo cosi’ da ottenere contemporaneamente ambedue le patenti nautiche.Il costo per sostenere l’esame pratico della patente nautica è standard in tutta Italia ed è fissato attualmente in 50 euro.Da tutto questo si deduce che nel Nord Italia i costi per sostenere l’esame per la patente nautica sono più elevati che in altre zone del nostro Paese.E’ importante pero’ precisare che la normativa prevede che gli esami per le patenti nautiche debbano essere sostenuti presso le autorità competenti del proprio luogo di residenza. Vi sono alcune deroghe ammissibili e che vengono concesse a chi è in grado di dimostrare che, per motivi di studio o di lavoro, risieda temporaneamente in luoghi diversi da quelli abituali.Il costo dei DOCUMENTI puo’ leggermente variare, per quanto minimamente, se si sostiene l’esame in Capitaneria o in Motorizzazione.Nel primo caso, il costo è di circa 100 euro (in cui è compreso il prezzo della visita medica che puo’ variare dalle 40 alle 50 euro) In Motorizzazione, come gia’ detto, i costi sono praticamente simili.

patentenautica.clubdelmare.com
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giovedì 30 agosto 2012

Quanto costa un impianto fotovoltaico?

Un impianto a pannelli solari fotovoltaici della potenza di 1 kWp occupa uno spazio di circa 8 metri quadri su falda inclinata e circa 20 metri quadri su tetto piano. E' composto da 6-8 moduli fotovoltaici al silicio mono o policristallino, prodotti generalmente da costruttori leader . Un impianto del genere, comprensivo di inverter e di staffe di montaggio per tetti a falda o supporti per tetti piani, è in vendita sul mercato8.400-8.500 euro. A questo prezzo si deve aggiungere il costo dell'installazione sul posto da parte della ditta specializzata, in media di 1.500-2000 euro. La garanzia del prodotto è di 25 anni.

www.ecoage.it
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mercoledì 13 giugno 2012

Quanto costa l'auto ad aria compressa?

Per il mondo dell’ecologia si tratta di una importante vittoria perché visto quanto è pulita quest’auto, e visto che costa relativamente poco, potrebbe inferire un duro colpo al mercato delle auto inquinanti.
La produrrà Tata ed il primo mercato su cui uscirà sarà quello lussemburghese, ma inItalia si potrà acquistare direttamente attraverso il sito ufficiale della MDI. La casa indiana ha intenzione di uscire con diversi modelli dell’auto ad aria compressa, alcuni poco più che giocattoli (tanto che potranno essere guidati anche dai 14 anni), altri invece sono automobili vere e proprie, fino al modello più grande: l’autobus.Ma andiamo con ordine ed occupiamoci della prima auto che uscirà. Si chiamerà AirPod ed è un livello “intermedio” tra quelli ideati dalla casa automobilistica. Registrato come quadriciclo leggero, potrà essere guidato a partire dai 16 anni ed è l’ideale per circolare in città visto che non supera gli 80 km/h. Con un solo pieno, che si fa collegando l’auto alla rete elettrica di casa, si possono percorrere poco più di duecento chilometri, al costo di un solo euro (2 euro se ci si ricarica dal benzinaio). Il sistema nello specifico è complicato da spiegare, ma ciò che conta è che c’è una sorta di motore/alternatore che, una volta agganciato alla corrente, aspira e comprime l’aria, in modo da renderla disponibile per gli spostamenti dell’auto. Costo dell’auto: 7.000 euro.

ecologiae.com
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martedì 5 giugno 2012

Quanto costa il noleggio auto?

Se fate 10-15 mila chilometri l’anno, l’auto di proprietà è veramente un optional. Non serve.
Quando si è proprietari di una macchina, si calcolano i costi di un viaggio sommando solo benzina ed eventuali pedaggi. Niente di più sbagliato! Avete mai provato a valutare il costo d’acquisto, il deprezzamento dell’auto, la manutenzione, l’assicurazione, il bollo, il cambio delle gomme?Basta una visita sul sito dell’aci e cliccare alla voce “costi chilometrici” per sapere con precisione quanto stiamo spendendo all’anno per la macchina: per un’auto media, benzina esclusa, si viaggia poco sotto ai 5.000 euro all’anno. E fatti due calcoli ci si accorge subito che se si fanno pochi chilometri il noleggio e il car sharing permettono una gestione della spesa più flessibile e certamente più consapevole. Senza contare tutti gli altri vantaggi, non monetizzabili, legati al fatto che l’auto la usate solamente, mentre c’è qualcun altro che pensa a tutto il resto.La tendenza a non possedere più una propria auto è confermata dalle maggiori società di noleggio auto e dall’Ics, Iniziativa car sharing, la struttura creata dal Ministero dell’Ambiente per sostenere, promuovere e coordinare il car sharing in Italia. Ci si iscrive al servizio pagando un abbonamento annuale dai 120 ai 180 euro; con altri 30 euro si può aggiungere un altro utente familiare. Si riceve così una tessera elettronica per ogni iscritto e un codice che permetteranno di prenotare on line l’auto e di ritirarla presso i parcheggi. Il sistema prevede una tariffa oraria e una chilometrica che comprendono il costo della benzina, dell’assicurazione kasko e delle soste pubbliche a pagamento. Gli importi variano da città a città: si va da un minimo di 1 euro all’ora di notte a un massimo di 3 euro ora, a cui aggiungere una tariffa che va da un minimo di 45 a un massimo di 80 centesimi a chilometro percorso, a seconda del tipo dell’auto noleggiata. Il saldo è mensile e viene addebitato su carta di credito o liquidato con bonifico bancario.
Se occorre far rifornimento, si utilizza una carta carburante che si trova nel cruscotto di ogni auto. L’accortezza è quella di non lasciare mai la vettura con meno di un quarto di serbatoio, per evitare disagi all’utente successivo. Le auto sono pulite e lavate dal servizio di manutenzione e l’utente che riscontra anomalie è invitato a segnalarle subito. Il servizio è attivo 24 ore su 24 ore, si può prenotare anche con pochi minuti di anticipo in tutte le città coperte dal circuito. Un call center centralizzato, che si può chiamare anche dal dispositivo installato sull’auto, fornisce assistenza completa agli utenti.A differenza delle auto private di proprietà o a noleggio, quelle del car sharing non hanno in genere limitazioni di accesso alle aree a traffico limitato, possono circolare nei giorni di stop del traffico, utilizzare le corsie riservate ai mezzi pubblici e parcheggiare gratis nelle zone a pagamento. Se ci pensate, non è poco. Il parco auto è ampio: si va dalla Smart o Panda ai furgoni, passando dalle berline ibride fino alle 7 posti. Più il servizio si diffonde, più aumentano le auto disponibili e i parcheggi, tutti su strada, nei quali ritirare l’auto.

.espansioneonline.it
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domenica 3 giugno 2012

Quanto costa l'illuminazione pubblica?

Quanto spendono ogni anno le grandi città per illuminare strade, piazze e viali? Una domanda a cui i diretti interessati non sembrano disponibili a dare una risposta precisa, come dimostra l'indagine avviata da Ecodallecitta.it. Una stima, almeno per quanto riguarda l'Italia, viene però dall'Enea, che nell'ambito del suo “Progetto Lumière: efficienza energetica nell’illuminazione pubblica”, ha fatto delle valutazioni sulla spesa sostenuta dalle città per i lampioni stradali. Normalizzando i costi complessivi in funzione della superficie cittadina e del numero di abitanti, emergono, solo per la bolletta elettrica, valori medi di 16,3 euro per abitante e di 4.158,2 euro per kmq l'anno. A questo si aggiungono i costi di manutenzione (valori medi annuali per i Comuni: 232 euro/kW e 28 euro/punto luce). In totale, sostiene l'Enea, ogni Comune spende in media 103,3 euro per ciascun punto luce e 817,7 euro per kW, che si traducono in una spesa media di quasi 19 euro all'anno per abitante . 

illuminotecnica.com


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venerdì 1 giugno 2012

Quanto costa la parata del 2 Giugno?

Per qualcuno è dispendiosa, anacronistica ed inutile, uno sperpero inutile. Per altri invece è un appuntamento che valorizza lo spirito unitario del Paese e onora le forze armate. Ma quanto costa la parata militare del 2 giugno ai Fori Romani, alla quale parteciperanno tutte le massime autorità dello Stato, da Giorgio Napolitano a Mario Monti? Secondo quanto filtra dal Ministero della Difesa, sarà una sfilata più “snella” degli anni passati. Dovrebbero sfilare 2.584 militari e 738 unità di altre amministrazioni. Inoltre: 10 bande, 93 mezzi e 98 cavalli velivoli che sicuramente, per il sollazzo della casta in passerella, sorvolerà i Fori Romani lasciando scie tricolori. Il costo stimato di questo è di circa 3 milioni di euro, con un risparmio rispetto al 2011, di circa 1,7 milioni di euro.Intanto oggi su Twitter uno degli hashtag piu' diffusi e' #no2giugno. In tanti si chiedono se i soldi per la parata non fosse meglio girarli alle vittime del terremoto in Emilia.

noncipossocredere.com
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domenica 27 maggio 2012

Quanto costa la tessera sanitaria europea?

In base alle regole dell’Unione Europea sul coordinamento in campo dell’assistenza sanitaria, la tessera europea di assicurazione malattia permette di accedere alle cure nella sanità pubblica del Paese in cui si viaggia, in caso di infortunio. Occorre richiederla alla propria assicurazione sanitaria prima di partire.La tessera europea di assicurazione malattia copre il possessore durante brevi soggiorni in qualsiasi Paese tra i 27 membri dell’Unione Europea e anche in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, ad esempio quando si va in vacanza, in viaggio di lavoro, o viaggio studio. Non si tratta di un’assicurazione supplementare, ma è la prova che si è assicurati, che si possiede una copertura in qualsiasi Paese.
La tessera è gratuita e deve essere emessa dall’assicuratore sanitario. In alcuni Paesi la tessera europea di assicurazione malattia è associata alla tessera sanitaria nazionale. In altri Paesi, occorre chiederla separatamente.
La tessera europea non sempre assicura cure gratuite. Garantisce semplicemente la stessa assistenza di chi vive nel Paese in cui ci si reca. Quindi in base alle regole di ciascun Paese, è possibile che si debba pagare. In caso di cure a pagamento all’estero, occorre chiedere il rimborso nel Paese in questione. Se non potete farlo durante il vostro soggiorno, potete chiedere il rimborso nel Paese dove siete assicurati, al vostro ritorno”.

euronews
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sabato 26 maggio 2012

Quanto costa coltivare ortaggi?

Sono oltre un milione gli italiani che fuori dal proprio lavoro ufficiale si trasformano come il cantante Sting in coltivatori per hobby in campagna su appezzamenti di terreno che hanno in media 1 ettaro di superficie in cui coltivano ortaggi, frutta ed anche vino o olio. Lo afferma la Coldiretti, sulla base di un’analisi di vita in campagna, nel sottolineare che a spingere questa tendenza favorita dalla crisi è spesso la ricerca di tranquillità a contatto con la natura e il bisogno di concretezza rispetto ai normali ritmi di vita. 
Un’attività - sottolinea la Coldiretti - scelta da molti come misura antistress, per passione, per gratificazione personale, per garantirsi qualità e sicurezza del cibo che si portano in tavola o anche solo per risparmiare. Non è quest’ultimo certo il caso del numero crescente di personalità che trova nella campagna un modo per rilassarsi senza però rinunciare a fare business come nel vino hanno fatto Antonio Banderas Carole Bouquet, Gerard Depardieu, Sting, Brad Pitt, Bono, Mike Hucknell e Francis Ford Coppola.
L’interesse sta contagiando anche il mondo dello sport con il rugbista Andrea Lo Cicero che ha appena annunciato l’intenzione di avviare un allevamento di asini, mentre Paolo Rossi è un affermato produttore di vino come Francesco Moser e nella moda Renzo Rosso è da tempo proprietario della diesel farm a Marostica in Veneto dove produce chardonnay.
Una riscoperta che coinvolge anche i giovani che nella pausa estiva degli studi si recano in impegnano nelle campagna di raccolta di frutta, olive o nella vendemmia. Per molti giovani - sottolinea la Coldiretti - lavorare nei campi significa prendere contatto con il mondo del lavoro e sostenere i propri studi in un momento di difficoltà economica. Si stima che - precisa la Coldiretti - 200.000 giovani hanno trascorso la scorsa estate nei campi dove a far crescere la loro presenza è stata anche la possibilità di utilizzare i voucher (dal 1 giugno, per i ragazzi dai 16 ai 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi) che, purtroppo, la riforma del lavoro in discussione rischia di cancellare.
Chi non ha la possibilità di disporre di una ampio appezzamento di terreno in campagna si accontenta dell’orto o del terrazzo dove  un italiano su quattro si cimenta oltre che nella tradizionale cura dei vasi di fiori, nella coltivazione “fai da te” di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere all'occorrenza.
Un’opportunità non solo per chi dispone di ampi spazi all’aria aperta ma - precisa la Coldiretti - anche di semplici terrazzi grazie all' ampia offerta di piante adatte alla coltivazione in vaso. Ad essere coltivate non sono solo erbe aromatiche (73%) e i fiori (73%), ma anche ortaggi e frutta (39%). Per gli appassionati di orto in terrazzo  le varietà disponibili al vivaio sono tantissime e tra le novità quest’anno oltre ai peperoncini piccanti dalle mille forme ci sono anche tantissimi legumi come piselli, fagioli, fave e ceci. Si tratta in alcuni casi di varietà ottenute naturalmente attraverso incroci naturali, mentre altre volte si tratta di normali prodotti dell'orto che si adattano a crescere anche in spazi ridotti come i vasi.
Il costo: per realizzare un orto in giardino, secondo Coldiretti, ha una spesa contenuta. Tra terra, piantine o semi, concime e strumenti di lavoro, l’investimento si può stimare intorno ai 250 euro per un orto di 20 metri quadrati “chiavi in mano”. 


winenews
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