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Quanto costa un blindato Lince?

Iveco LMV, Light Multirole Vehicle meglio conosciuto come Lince è un mezzo blindato leggero di nuova generazione prodotto da Iveco Defence Vehicles di Bolzano.

Quanto costa la Smart Elettrica?

La Smart elettrica debutta sul mercato. Dopo la sperimentazione in diverse città italiane, la citycar Mercedes a batterie è ordinabile come tutte le altre varianti.

Quanto costa il Giro del Mondo?

E ‘difficile dare una stima esatta di quanto costa un Giro del Mondo. La domanda importante è: che tipo di viaggio si desidera fare e per quanto tempo?

Quanto costa Segway i2?

E' americano e realizzato con le migliori tecnologie esistenti e colpisce sia tecnicamente, che per la sua semplicita' d'utilizzo.

AltroConsumo.it

Altroconsumo è un'associazione di consumatori, la prima e la più diffusa in Italia con i suoi 345.000 Soci. Indipendente e senza fini di lucro ha tutela dei consumatori.

Quanto costa una ragazza Top?

Questa è la triste realtà raccontata da uno di voi. Una riflessione misurata sulla condizione di inferiorità maschile e sulle conseguenze economiche da essa derivate.

Quanto costa un lancio in Tandem?

Il metodo più semplice, veloce e sicuro per avvicinarsi al mondo del paracadutismo sportivo è il lancio in tandem, ovvero saltare da 4200 metri saldamente imbragato ad un istruttore senza bisogno di corsi particolari o visite mediche.

Quanto costa una cena con Barack Obama?

Se trovate nella vostra casella mail l’invito “Vieni a cena da me”, mittente: “Barack Obama,” non preoccupatevi, non è un virus.

Preventivo24.it

Costruzione? Ristrutturazione? Risparmia con noi sui tuoi lavori di casa. Metti il tuo lavoro all'asta su miorisparmio.it

Quanto costa una stella?

Una delle idee più originali, e mai fuori moda, è regalare una stella. Grazie alla tecnologia e alla diffusione di internet oggi è molto facile accaparrarsi la stella prescelta.

sabato 17 marzo 2012

Quanto costa la Smart elettrica?


La Smart elettrica debutta sul mercato. Dopo la sperimentazione in diverse città italiane, la citycar Mercedes a batterie è ordinabile come tutte le altre varianti. Certo, il costo è ancora elevato ma fra le elettriche è la più economica: per averla si pagano 19.900 euro più Iva oppure 15.900 a cui vanno aggiunte 54 euro mensili per il noleggio delle pile.


 Fra i vantaggi immediati, l'esenzione dal bollo, la possibilità di entrare nelle zone a traffico limitato com l'Area C a Milano, e in alcuni comuni si può anche parcheggiare gratis sulle strisce blu. Per prenotarla bisogna versare un acconto di 500 euro circa e a quanto pare lo hanno già fatto in diversi. Perchè, nonostante i costi non proprio popolari, l'interesse per le vetture a emissioni zero rimane alto. Specie in città.

TERZA GENERAZIONE- Per la Fortwo electric drive è la terza generazione: rispetto alle precedenti, il motore ora è più potente (55 kW) per consentire alla vettura di accelerare da 0 a 100 km/h in 13 secondi con una velocità di punta limitata a 120 orari. L'autonomia è di circa 140 km ma scende parecchio se si utilizzano il condizionatore o il riscaldamento. Ad alimentare la Smart elettrica è un pacco di batterie agli ioni di litio da 17,6 kW che si ricarica in 5-6 ore a una normale presa della corrente. Per una maggiore efficienza è dotata di freni che recuperano l'energia in fase di decelerazione.

Estratto da: http://motori.corriere.it/motori/anteprime/12_marzo_15/nuova-smart-elettrica_8bb78b38-6e7a-11e1-850b-8beb09a51954.shtml 
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sabato 10 marzo 2012

Quanto costa divorziare?


Il desiderio di cambiare vita, porre fine ad un'esperienza logora. Ma anche i tempi lunghi, i costi alti, le incertezze. Sono questi i fattori che incidono sulla scelta o meno di separarsi e divorziare. In Italia, i numeri di chi decide di separare le proprie strade è in costante aumento.

Non si tratta di una scelta immediata: prima di arrivare al divorzio, infatti, c'è la separazione, che dura tre anni. Quella consensuale è un accordo con cui i coniugi stabiliscono le modalità di affidamento dei figli, assegni familiari e divisione dei beni e per avere validità giuridica deve essere ratificata dal giudice. La separazione giudiziale invece è un procedimento contenzioso su istanza di uno dei due coniugi, con un'istruttoria e il pronunciamento di una sentenza di separazione. Il divorzio rappresenta la fine degli effetti civili del matrimonio (sia di rito civile che religioso). Ora sono necessari tre anni di separazione prima che arrivi la sentenza di divorzio.
Nonostante i tempi lunghi per arrivare ad un divorzio, si tratta di un'esperienza sempre più comune. In parallelo va la contrazione dei matrimoni. I numeri dell'Istat parlano chiaro: se nel 2008 se ne sono celebrati 246mila, due anni sono stati poco più di 217mila. Viceversa cresce il numero di chi termina, anche formalmente, la propria esperienza coniugale: nel 2009 ci sono stati 54mila 456 divorzi e 85mila 945 separazioni. Per quanto riguarda la contrazione nel numero dei matrimoni, si tratta di una diminuzione tutto sommato uniforme da Nord a Sud. Gli italiani oltre a sposarsi sempre meno, lo fanno sempre più tardi: ormai l'età media ha raggiunto i 33 anni per gli uomini e i 30 anni per le donne. A quasi dieci anni di distanza, in media, ci si separa o si divorzia: per la separazione sono in media 45 anni per i mariti e 41 per le mogli; in caso di divorzio si sale a 47 e 43 anni.

L'età aumenta anche perché sono necessari tre anni di separazione, prima di arrivare al divorzio. Quanto ai costi, la realtà è molto diversificata. Se per i meno abbienti (con un reddito imponibile inferiore ai 10mila euro) c'è il patrocinio a spese dello Stato, per tutti gli altri i costi sono vari. Per una separazione consensuale così come un divorzio congiunto — cioè formule con un basso grado di contenzioso legale — le spese sono generalmente comprese fra i mille e i 2mila euro. Diverso è il discorso quando si entra nel "giudiziale": in questo caso per gli ex-coniugi si apre la strada del confronto legale, che può arrivare a costare — solo di avvocati — anche 10 o anche 15mila euro. Le stime elaborate dall'associazione dei consumatori Adoc parlano di tariffari che vanno dai 1300 ai 1800 euro per la separazione consensuale, che salgono fra i 2mila e 700 euro e i 3mila e 600 euro per la separazione giudiziale, dopo cui arriverà il divorzio. Per calcolare il costo di quest'ultimo passaggio, Adoc fa una stima che va dai 3mila ai 10mila euro.

Estratto da: http://it.finance.yahoo.com/blog/linkiesta/quanto-costa-divorziare-121537265.html 
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venerdì 9 marzo 2012

Quanto costa la RAI?



I numeri Rai lasciano a bocca aperta se raffrontati ai suoi competitor nazionali come Mediaset e Sky. Al Tg1 ad esempio lavorano 141 giornalisti, il doppio che al Tg5. Stessa situazione a Tg2 (123 redattori) e Tg3 (98). 

Nessuno però batte il Tgr che con i suoi 657 redattori batte tutti i record. Un esercito che dovrebbe essere in grado di abbattere qualunque altra testata giornalistica. E invece arranca, come dimostrano i dati auditel dell'ultimo periodo. Strutture obsolete e appalti esterni aumentanto i costi di produzione, mentre Mediaset e Sky grazie ad investimenti mirati riescono ad avere ricavi positivi. Oltre all'organico anche i costi del personale sono pesanti. Basti pensare che il costo medio di un dipendente Rai è di 89 mila euro, 30 mila in più dei dipendenti Sky. Per non parlare degli stipendi dei vertici aziendali. Augusto Minzolini, ex direttore Tg1, aveva ottenuto un compenso di 550 mila euro all'anno a differenza di un direttore di testata Sky che al massimo guadagna tra i 150 e i 350 mila euro. Se a questo aggiungiamo i contratti faraonici di Fabio Fazio (2 milioni) Floris (450 mila euro) e l'attuale dg Lorenza Lei (quasi 500 mila euro) si riesce a capire come mai la situazione del carrozzone Rai sia sempre più tragica. Forse basterebbe pagare di meno certi ospiti (vedi Rivera e Bobo Vieri a "Ballando con le stelle" o Celentano a Sanremo) e fare investimenti sicuri e mirati.

Estratto da:http://www.liberoquotidiano.it/news/954547/Mamma-Rai-ecco-chi-paghiamo-e-quanto-ci-costa.html
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giovedì 8 marzo 2012

Quanto costa la TAV?



Solo due comuni contrari, tutti sono favorevoli: gli 87 comuni interessati in Francia e quasi tutti i comuni piemontesi. I contrari sono solo una dozzina, di cui solo 2 effettivamente interessati dai lavori, per un totale di 6500 abitanti.

Costi molto ridotti: secondo il documento, l'opera costerà solo 3 miliardi, perchè l'Ue cofinanzierà l'opera al 40% (quindi, secondo il documento, il traforo costerà solo 5 miliardi)

Vantaggi nel trasporto: con la Tav ci sarà un dimezzamento dei tempi. Per esempio da Milano a Parigi ci vorranno non più 7 ore, come oggi, ma 4 (secondo le FS, da Milano a Parigi il treno più veloce è un notturno che parte da Milano alle 23.38 e ci impiega quasi 10 ore; con un aereo, compreso il check-in e l'attesa all'arrivo siamo nell'ambito delle 3 ore e ad un prezzo equivalente se non minore). Aumenterà anche la capacità di trasporto, da 1000 a 2000 tonnellate per treno grazie a treni lunghi fino a 750 metri.

Attenzione al territorio: Il percorso della Tav è già stato modificato per andare incontro alle esigenze di tutti i comuni, compresi Chiomonte e Susa.

Tempi e compensazioni: I lavori dovrebbero iniziare tra maggio e giugno alla Maddalena per poi iniziare il tunnel principale nel 2013. I lavori dureranno 10 anni. Nel documento viene anche spiegato che saranno stanziati 300 milioni dal governo per realizzare l'accordo di Pracatinat; mentre sono previste opere compensative sul territorio per 135 milioni.

Peccato che la Tav ha una previsione di spesa per 20 miliardi, e non 5. Quindi, ammesso che l'Unione Europea cofinanzi il 40%, la quota dell'Italia - che paga la maggior parte delle somme, a causa di un accordo siglato dall'allora Ministro delle Finanze Giulio Tremonti - è di almeno 10 miliardi. Ma si sa che i costi finali di queste opere sono almeno il triplo del preventivato. Se è così, noi li abbiamo 30 miliardi? E l'Europa è garantito che ci finanzierà 20 miliardi? Perchè queste sono le somme vere in gioco. E in quanto alle misure compensative, anche mettendo da parte che i NoTav hanno già detto che non gli interessa, se come sostengono i geologii lo scavo penetrerà in un giacimento di amianto, quali opere si possono costruire per ovviare ad una persona che muore di mesotelioma pleurico?


Estratto da:http://www.julienews.it/notizia/politica/il-governo-la-tav-costa-3-miliardi-e-solo-2-comuni-contrari/104139_politica_0.html
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mercoledì 7 marzo 2012

Quanto costa la pirateria?



Nell’ottobre scorso il segretario Generale dell’International Maritime Organization, Efthimios Mitropulos, aveva calcolato i costi della pirateria “fra i sette e i dodici miliardi di dollari all’anno a livello globale”. E quando si parla di costi, si pensa subito ai riscatti che gli armatori devono invariabilmente pagare per ottenere la liberazione dei marittimi tenuti in ostaggio (al momento pare siano circa seicento, provenienti un po’ da tutto il mondo), o alle merci trafugate sui mercantili.

 Ma il danno economico causato dagli attacchi dei predoni – e dalla semplice paura della loro eventuale presenza in mare – si concretizza in molti altri capitoli di spesa, poco noti ai non addetti ai lavori.
Lo studio. Hanno cercato di districarsi in questa giungla di cifre Anna Bowden e Shikha Basnet, due ricercatori della fondazione non governativa One Earth Future, che nel loro dossier “The Economic Cost of Somali Piracy 2011” hanno individuato ben nove settori delle attività connesse alla navigazione in prossimità del Corno d’Africa sui quali incide direttamente il fenomeno della pirateria. Alcuni insospettabili: cosa c’entrano i moderni corsari – ci si potrebbe infatti chiedere – con i 2,7 miliardi di dollari in più spesi per il carburante dagli armatori? Questa è la voce che pesa più di tutte sui bilanci delle compagnie che impiegano mercantili lungo le rotte a rischio. Il fatto è che la velocità è il modo più sicuro per eludere gli attacchi (nello studio si evidenzia come nessun attacco abbia avuto successo se la nave viaggiava dai 18 nodi in su). Naturalmente, più veloci si procede, più si consuma. E poi va anche aggiunto il maggior utilizzo di carburante necessario per le "deviazioni" più o meno lunghe dalle rotte tradizionali.
Militari e bodyguard. In ordine di incidenza, il secondo capitolo di spesa è quello dell’impegno militare internazionale, che costa complessivamente ai 30 Governi presenti nell’area con loro unità 1,27 miliardi. La missione navale “Atlanta” dell’Ue è stata da poco prorogata fino al dicembre 2014 e questo comporterà un ulteriore necessità di fondi. L’anno scorso i Governi hanno anche speso16 milioni per processare i pirati arrestati e 21 per sostenere organizzazioni a vario titolo impegnate nella lotta al fenomeno. Queste voci sono le uniche che non comportano esborsi da parte degli armatori, che invece spendono di tasca propria 1,11 miliardi per imbarcare guardie armate – private e non – sui mercantili. In Italia è stata da pochi mesi autorizzato l’imbarco di uomini della Marina per assicurare la difesa delle navi. Si tratta di team specializzati e ben equipaggiati, composti da sei unità ciascuno, che costano agli armatori tremila euro al giorno.
Le assicurazioni. Un totale di 635 milioni di dollari sono stati invece pagati per i premi assicurativi, saliti alle stelle per chi opera nelle “war risk areas”, cioè in zona di guerra, come viene ormai considerata dai Lloyds buona parte dell’oceano Indiano occidentale. Rapimento e riscatto (kindap and ransom) sono le principali forme assicurative da stipulare su questi mari. Il War Risk Premium può essere ridotto solo imbarcando guardie armate o equipaggiando la nave con adeguati sistemi di sicurezza, come una “cittadella” dove rifugiarsi in caso di attacco, o filo spinato lungo le parti basse e impianti d’allarme di ultima generazione.
Altri 580 milioni sono andati in fumo per tornare all’antico. Come definire altrimenti la scelta di molte rinfusiere e le petroliere che hanno seguito vie alternative, più lunghe ma meno pericolose, come la circumnavigazione dell’Africa? Anche perché per attraversare le aree a rischio bisogna prima trovare i marittimi che accettino di lavorare con il costante pericolo di cadere in mano ai pirati. La miglior medicina contro la paura è un aumento dei compensi: 195 milioni di euro in più, per la precisione, stima il rapporto di One Earth Future.
Costi economici e umani. Compreso il capitolo più doloroso, quello dei sequestri (1.118 i marittimi presi in ostaggio solo nel 2011, 24 dei quali assassinati), che ha comportato una spesa complessiva per il pagamento dei riscatti di 160 milioni, il costo totale delle attività di contrasto alla pirateria ammonta a circa 6,9 miliardi di dollari. Questa cifra cresce poi vertiginosamente se si considerano i “danni collaterali”, difficilmente quantificabili ma evidenti, come la riduzione dei flussi turistici che hanno subito grandi paesi dell’area, Kenya e India in testa.

Estratto da:http://www.informazionimarittime.it/ma-quanto-costa-la-pirateria-2022
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domenica 4 marzo 2012

Quanto costa l'Heineken Jammin' Festival ?

Gli organizzatori dell’Heineken Jammin’ Festival 2012 hanno svelato finalmente tutti gli headliners della prestigiosa kermesse che si terrà dal 5 al 7 luglio 2012 e sarà ospitato per la prima volta dall’Arena Concerti della Fiera di Rho a Milano.

 Ai già annunciati Red Hot Chili Peppers e The Cure, protagonisti rispettivamente delle serate del 5 e del 7 luglio, si sono aggiunti i Prodigy, che si esibiranno dunque il 6. Tra gli altri nomi importanti della musica internazionale che suoneranno sul palco durante la tre giorni del festival rock più importante d’Italia spiccano gliEvanescence e i New Order, con i Gorillaz che terranno un Late night show.

I biglietti per l’Heineken Jammin’ Festival 2012 possono essere acquistati su LiveNation.it e sul circuito Ticketone al prezzo di 63.25 euro per la singola serata e 150 euro per l’abbonamento ai tre giorni.

Estratto da:http://www.musicroom.it/articolo/heineken-jammin-festival-2012-il-programma-ufficiale-con-rhcp-prodigy-e-the-cure/32161/
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sabato 3 marzo 2012

Quanto costa l'iPad 3 ?



Il 7 marzo 2012 Apple presenterà l’ultimo modello di iPad, il numero 3.
Secondo i siti specializzati, la terza generazione di iPad sarà predisposta per accedere alle velocissime connessioni di rete 4G.



L’evoluzione, con il supporto al 4G e l’adozione dello schermo Retina Display con risoluzione da 2084×1536, giustificherebbe il balzo del prezzo dell’iPad di terza generazione. Il listino prezzi potrebbe dunque essere il seguente, da 579 a 899 dollari. Solo Wi-Fi, in tre taglie (16, 32, 64 GB): 579 dollari, 679 dollari, 779 dollari; la versione WiFi più 3G: a 699 dollari, 799 dollari, 899 dollari.


Apple però manterrà in vendita l’attuale iPad 2 al prezzo attuale, in modo tale da avere più tablet a prezzi differenziati. L’iPad 2 diventerà insomma il “modello di iPad low-cost” di Apple. Apple ha venduto 55 milioni di iPad finora, generando ricavi per 34.5 miliardi di dollari. Foxconn, dove si assemblano gli iPad e gli iPhone, ricava il 22% del fatturato da Apple. Curiosità: Come mai nella foto dell’invito di Apple manca il bottone sull’iPad? L’immagine rappresenta iPad 3 con Retina Display.

Estratto da: http://www.channelbiz.it/2012/02/29/apple-svela-lipad-3-il-7-marzo-2012/ 
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